La tastiera italiana come causa di un pericoloso malcostume linguistico

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Ho deciso di condividere un articolo che scrissi nel 2007 dal titolo “La tastiera italiana come causa di un pericoloso malcostume linguistico“. Nell’articolo mostro come il layout di tastiera italiano favorisca l’uso del digramma lettera + apice in sostituzione della lettera accentata. Pur non avendo una preparazione universitaria in linguistica, decisi di scrivere questo articolo come reazione alla trattazione decisamente superficiale dell’argomento da parte dell’Accademia della Crusca. Ogni commento è benvenuto.

Buona lettura. :)

Dialect debate strikes a nerve in Norway

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Finally someone from the Norwegian University who describes how many problems dialects can cause to foreigners willing to integrate…

Read the full article here.

í ed ú: perché l’accento acuto?

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Probabilmente in pochi si saranno accorti del fatto che nei testi faccio uso dell’accento acuto sopra alle vocali i ed u. La cosa potrebbe sembrare atipica, ed in effetti lo è.

Quella che si considera la norma di riferimento per quello che riguarda l’uso degli accenti nella lingua italiana è la nº 6015 dell’Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI), nella quale si raccomandano le seguenti convenzioni:

  • Il segnaccento, nei casi in cui è obbligatorio, è sempre grave sulle vocali: a, i, o, u;
  • Sulla e, il segnaccento obbligatorio è grave se la vocale è aperta, è acuto se la vocale è chiusa.

Questa norma è completamente illogica e a sostenerlo non sono solo io ma linguisti autorevoli come Canepàri. La questione è abbastanza semplice da capire: se l’accendo acuto <´> indica la vocale chiusa e quello grave <`> la vocale aperta, per coerenza verrebbe da pensare che quest’ultimo venga raccomandato per i ed u poiché sarebbero vocali aperte. E proprio qui nasce la contraddizione. Nel sistema vocalico italiano tali vocali vengono descritte come, risettivamente, anteriore e posteriore di massima chiusura. Questo vuol dire che la i e la u sono le vocali foneticamente piú chiuse dell’italiano.

Già questa sintetica spiegazione dovrebbe far capire quanto la norma di riferimento sia illogica, ma siamo in Italia… le cose fatte “alla carlona” sono il nostro forte. Studiando le basi della lingua catalana (lingua madre della mia ragazza, ovvero colei che senza volerlo mi ha aperto la mente sulla linguistica ;) ) ho avuto solo conferme: il loro sistema vocalico è quasi identico al nostro, eppure coerentemente prevedono solo l’accento acuto su i ed u.

Ad ogni modo c’è chi ha trattato l’argomento in maniera piú che esaustiva, se siete curiosi potete leggere un articolo scritto da Paolo Matteucci qui.

Se vi state chiedendo poi come si possano digitare questi caratteri con la tastiera italiana, be’, questo è un capitolo enorme e spero di parlarvene al piú presto…

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